quannocevòcevò


Oggi

Oggi è un giorno importante;
aiuterò delle persone.

Mi ripete un mio amico che è importante farlo.

E’ vero.

Ci penso, annuisco dentro di me e scopro che ..
Non sono sola.

Sento la primavera, momento difficile per me, tutto rinasce,
dovrei farlo anche io.

Invece, ci vuole coraggio.
Non sono mai stata coraggiosa; posso dire di me alcuni pregi ma tra questi
non c’è certamente il coraggio.
Per quanto riguarda i difetti, quelli li conosco.
Mi hanno resa quella che sono, nel bene e nel male, forse più nel male.

Come dice Jovanotti, .. “Vivere coerentemente, vivere in mezzo alla gente ..”
O qualcosa così .. E’ difficile farlo.

Devo chiedere aiuto.
Non so a chi.

Forse a me stessa.


Giornata uggiosa


Eccomi qui nel mio blog.

Oggi giornata uggiosa, voglia di fare niente.
Forse voglia di scrivere, di mettere i pensieri nero su bianco.

Pensieri primaverili, prima di un cambiamento. Che si protrae, continua, comincia,
si spera e si cerca di aggrapparsi per non arrendersi.

Scrivo di getto, perché oggi mi va così.

Non ci penso, forse nemmeno rileggerò.

Buona giornata uggiosa a tutti.

C.


Ancora


Scrivo ancora che si puo’ leggere nei due modi:
ancòra o àncora.

Non so a quale appellarmi perché non so che non senso voglio dare alla frase.

Anzi: ancòra voglio un’ àncora.

Quella cosa che non ho mai avuto, quel mezzo a cui appigliarmi in mezzo al mare: non c’è mai stato.

Mi chiedono come sto e io rispondo col sorriso. Ancòra?
Dopo tutto questo fai un sorriso per poi lamentarti che non hai un’ àncora?

Cara b., provaci ancòra.


Il mondo in mano


Niente di tutto questo ha senso.
Soffrire per chi? Per cosa?

Sono in uno stato di sofferenza continua, il mio cervello non si arrende,
continua a rivangare su tutto ciò che di spiacevole mi è capitato. E non molla.
Allontana i pensieri positivi, mina le risate, offende il mio senso dell’ umorismo,
mi prende in giro, mi degrada, mi priva di ogni piacere.

Non so cosa pensare. Una volta ero riuscita a incanalare i miei pensieri; mi riusciva benissimo.
Ero sempre io? Credo di sì.
O era solo una semplice illusione che mi rendeva viva?
Anche se era una illusione funzionava.
E io.. Io non ero felice, però almeno ero viva.

Cerco modi alternativi per tenere occupato il cervello (non ci riesco).
Lui va sempre là. Tua madre .. Tuo padre .. Tutto rosso. Vedo tutto rosso, infuocato.
Le immagini della mia infanzia e adolescenza le vedo incandescenti e angoscianti.
Il passato è passato.
Ho il mondo in mano.
Peccato che sia senza mani.


Parole dette


A volte non si pensa a quanto può pesare
un *io cane, *io cane (ripetuto due volte) sei una stronza.

Ci vorrebbe il discorso diretto ma non riesco, mi impressiona il solo pensiero.

La violenza psicologica è peggiore di quella fisica;
quest’ ultima lascia le tracce: lividi, rossori, sangue.
Quest’ ultima ti legittima ad essere triste.
La violenza psicologica invece è a doppio taglio: ti fa male e dopo ciò non lascia traccia.
A parte una forte tristezza che fa sentire in colpa, perché i deficienti siamo noi:”Perché mai dovrei essere triste?”
Non ci sentiamo nemmeno giustificati a esserlo anzi, ci sentiamo in colpa.

E’ un’arma usata spesso e, non so nemmeno se c’è una legge che tutela chi la subisce.

Più sono vicine le persone che abusano di noi in questo modo, più è difficile liberarsene.
E rendersene conto? Quasi impossibile.
Se l’ autostima è poi stata minata da una madre vigliacca, incapace e egoista, il gioco è fatto.

Chi ne esce vivo? Io.


Pensieri slegati


Pensieri slegati attraversano la mia testa e non so da dove cominciare.

Leggo su fb che per cambiare bisogna osare, buttarsi.

Così dicunt, tradunt..

Per quanto riguarda me sono ad un bivio .. Sì, decido di buttarmi.

Non so se in fondo ho sempre odiato i bivi .. O li ho amati?

Col senno di poi posso essere testimone di me stessa di averli amati.
Come dice Einstein, si sta in equilibrio solo se ci si muove, come in bicicletta.

Eccomi pronta a tirar fuori la mia bici fiammante (da 90 euro) e mi avventuro, (sui marciapiedi),
per nuove esperienze ancora da sondare.
La brezza serale mi accarezza e ad aspettarmi, a casa, ci sono i miei amici di peluche (veri).

Ultimi giorni di agosto con uno scopo.


Chi fa male


Ci sono persone che non sanno di fare male.

Lo fanno in modo del tutto inconsapevole e, se glielo fai presente, ti guarderanno con sguardo allibito
perché loro, non si riconoscono e la colpa è tua, perché ti sei lasciata ferire.

Ci sono persone che non hanno alcun ritegno nella cattiveria e,
se dici loro che anche tu meriti un po’ di rispetto, ti guarderanno dall’ alto
al basso perché loro impersonificano il “Rispetto” ed è impossibile
che si siano scostati dal loro status di perfezione.

Sono persone fredde, che a loro volta hanno sofferto; sono a questo punto giustificate
nel fare soffrire gli altri?
Non penso.

Più che una giustificazione, forse, ci vuole un’analisi, anche fatta da uno specialista.

Sono persone malate.

L’ unico sentimento che si può provar per loro è la compassione.

Sono tanto stanca. Sono tanto stanca di compatire.

La bontà stanca, la cattiveria ricarica.


Cinico Romanticismo


Ho deciso di fondare il Cinico Romanticismo.

Corrente di pensiero che si basa sull’ amore, restando coi piedi per terra.
Su quella dolce truffa che è l’ innamoramento, però senza le fette di prosciutto sugli occhi.

Cosa pressoché impossibile.

Potrei quindi innamorami di Canavacciuolo o di Raphael Gualazzi,
mentre Jovanotti, dall’ alto dei suoi quarant’ anni, con le sue melodie poetiche,
non mi sfiora di striscio.

Voglio la sostanza: o uno chef che mi fa perdere la testa o un compositore che
trae parole dalla sua musa (io).

Sostanza di cultura, intelligenza, saggezza e esperienza.

Sostanza che è vita.


A volte


A volte ti trovi alla sera a ringraziare per la giornata che hai avuto.

Le persone che conosci ti apprezzano e questo rende più serena ogni tua mossa.

A volte.

A volte tutto pare grigio e indefinito; niente ha senso e il tuo girovagare
non si spiega se non in un forte e insistito pianto.

A volte, se ti guardi attorno, tutto è in armonia e tu ne fai parte.

Ti chiedi perché, ti chiedi perché tu, qui, ora, Sei.

Quante possibilità hai avuto di essere qualcun altro?
In quanti momenti, se avessi gettata la spugna, ora saresti nella palude incapace di muoverti?

Sei tu, Ora, Qui. Go and Win!


Quando non sai cosa fare


Quando non sai cosa fare e decidi che hai bisogno di un abbraccio, di un bacio ..

Ti accontenti anche di qualcosa di falso pur di sentire che sei viva.

Ti abbandoni a quello che ti è sconosciuto per sperare che anche tu, un giorno, guarderai una serie tv in affettuosa compagnia.

Questo sembra tutto distante e troppo utopico,
anche guardare un film stretta in un abbraccio sembra una opzione impossibile,
che non si verificherà mai; neppure pensando che, francamente,
non è un sogno irrealizzabile, non è una chimera. Quello che chiedi è solo normalità.

In fondo, nella tua vita, non c’è mai stato niente di normale; perché dovrebbe iniziare adesso?
Perché tu osi immaginare quello che non puoi avere?

Forse sei piena di difetti: sei pigra (non è vero), sei troppo tranquilla (neanche questo è vero);
ti trovi allora a chiederti chi sei? E non sai la risposta.

Non è forse la cosa più bella del mondo non sapere chi siamo? Riuscire a plasmarci ogni giorno,
a crearci in base alla realtà che troviamo davanti. Non è forse questa la più grande opportunità che ci dà la vita ?